E pensare che quando siete arrivati in prima eravate così piccoli che lo zaino sembrava più grande di voi.
Cinque anni sono lunghi. Lunghissimi.
Cinque anni di quaderni dimenticati, matite perse, lacrime per un brutto voto, risate incontenibili nei momenti meno opportuni, verifiche, gite, recite, litigate e riappacificazioni.
Cinque anni passati a crescere insieme.
La verità è che la scuola non è fatta di giorni speciali.
La scuola è fatta di lunedì mattina, di spiegazioni ripetute tre, quattro, dieci volte, di "maestra non ho capito", di "maestra posso andare in bagno?", di "maestra lui/lei mi ha detto...".
È fatta di pazienza, fiducia, errori, seconde possibilità e qualche volta anche terze, quarte e quinte.
E poi, senza quasi accorgersene, arriva l'ultimo giorno.
Noi prepariamo un piccolo regalo per voi, convinte di essere noi quelle che stanno donando qualcosa.
E invece arrivate voi con il vostro regalo per noi e ci ricordate che in questi cinque anni abbiamo ricevuto molto più di quanto abbiamo dato.
Poi succede una cosa che non era prevista.
Vi alzate tutti in piedi e, guardando me, Lucia e Alessandra, dite:
"Oh capitani! Nostri capitani!"
E in quel momento capiamo che siete cresciuti davvero.
Perché avete imparato tante cose, certo.
Ma soprattutto avete imparato a riconoscere chi vi ha accompagnato nel viaggio.
Noi non siamo state perfette.
Abbiamo sbagliato, ci siamo preoccupate, abbiamo insistito, qualche volta vi abbiamo fatto arrabbiare e qualche volta ci avete fatto perdere qualche anno di vita.
Ma vi abbiamo voluto bene. Tanto.
Adesso tocca a voi salpare verso nuove avventure.
Portate con voi quello che avete imparato, ma soprattutto portate con voi il vostro sorriso, la vostra curiosità e la capacità di rialzarvi ogni volta che qualcosa non va come avevate immaginato.
Noi resteremo qui, con gli occhi un po' lucidi, a guardare il vostro viaggio che continua.
E pensando che sì, rifaremmo questi cinque anni con voi altre mille volte.
Buon vento, ragazzi.



